Comune di Ripalta Guerina
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Si ha notizia di una prima chiesa databile con sicurezza al 1131, vuol dire che ivi esisteva già una comunità di una certa consistenza: come mai quindi non si trova traccia di Ripalta Guerina in documenti più antichi? E’ presto detto: nei tempi antichi Ripalta Guerina detta “Ripaltellina” faceva tutt’uno con “Rivaltellam” (Rivoltella), l’attuale Ripalta Arpina. In una bolla di Callisto II del 1124 si fa menzione dei paesi “Rivaltellam” e “Montodanum” (Montodine).
Quando una modifica del percorso del Serio separò Rivoltella e Ripaltellina, quest’ultima stabilì rapporti più stretti con Montodine e Ripalta Nuova. Nel 1284, Cacciaconte, Vescovo di Cremona, investe delle decime di Rivoltella e Montodine il nobile Albertino Gallo di Cremona e successivamente, con tutta probabilità, la famiglia de Guarinis. La supremazia feudale che i Vescovi di Cremona avevano a Ripalta Arpina , Guerina e Montodine dava ombre ai signori di Crema. Infatti nel 1405 quei luoghi vennero muniti di robuste bastie, ossia piccole fortezze. A Ripalta Guerina poi (come pure a Montodine) si fece costruire una altissima torre da dove si potesse sorvegliare il territorio circostante.
Nei primi anni del secolo seguente venne demolita l’alta torre e, con il materiale ricavatone, si costruirono il campanile e la casa del sacerdote e si ampliò la chiesa con costruzioni sussidiarie. Tutto ciò contribuì a far nascere negli abitanti il desiderio di avere un proprio regime amministrativo e spirituale. Ed ecco che nel 1567 il villaggio fu creato Comune e nel 1579 parrocchia indipendente. Verso il 1580 essa aveva acquistato sufficiente floridezza tanto da potersi costruire la nuova chiesa parrocchiale.
La chiesa attuale sarebbe la terza: la prima eretta intorno al 1131; la seconda costruita tra il 1579 e il 1583 poi quasi totalmente rifatta nel 1814 dal parroco Carlo Confortini, ampliata incorporando parte del vecchio cimitero.


VILLA MONTICELLI - TOSCANINI
Appena prima di entrare in paese, provenendo dalla provinciale Crema-Montodine, si incontra la villa Monticelli-Toscanini. La villa apparteneva al casato dei marchesi Monticelli, presente a Ripalta Guerina con vasti possedimenti fin dal secolo XI. La famiglia possedeva anche due palazzi a Crema in via Frecavalli e una grande proprietà a Credera. Dopo alterne vicende, all’erede Luigi Monticelli, di tutte le proprietà accumulate nei secoli dalla famiglia, rimasero solo la villa e i fondi di Ripalta Guerina. Le precarie condizioni economiche lo costrinsero a vendere alcuni immobili e fondi fino a che, nel 1929, si registra la vendita della villa alla società “Stazione Sperimentale Malattie Infettive del Bestiame”. Luigi Monticelli si trasferì a Milano, per tornare poi a Ripalta Guerina in povertà, ospite di varie famiglie fino a morire, nel 1946, presso l’ospizio dei poveri di Crema. Trovò sepoltura nel cimitero di Ripalta Guerina. Nel frattempo la villa era passata alla “Società Agricola Sagra-Anonima” della quale Arturo Toscanini era il maggiore azionista. Toscanini soggiornò poco in questa villa anche se, nel 1946, in occasione del concerto inaugurale della Scala ricostruita dopo i bombardamenti, vi rimase per circa un mese, per mettere a punto gli spartiti nella quiete della campagna cremasca. Molti furono invece gli ospiti famosi della villa: artisti, intellettuali, editori amici di famiglia. Nel 1955 si girò nella villa il film “Gli sbandati” per la regia di Francesco Maselli. Alla morte di Toscanini i figli vendettero ad acquirenti diversi la casa colonica e l’ala est della villa e quindi il corpo centrale. Attualmente la villa è sede di un rinomato Ristorante. La villa fu costruita verso la metà del Settecento e l’impianto, nei secoli, non è stato modificato anche se recentemente ha subito un radicale restauro.

PERSONAGGI ILLUSTRI Padre Alfredo Cremonesi
Nato a Ripalta Guerina il 16 Maggio 1902 e morto in Birmania a Danoku Taungngu il 7 Febbraio 1953.
Missionario del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) ha testimoniato la sua fede fino al martirio.
Per lui è in corso a Roma la causa di beatificazione.


 

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